GarageZero / NON PLACE ON THE STAGE, 2022


NON PLACE ON THE STAGE / pittura & installazione

L’artista tedesca Andrea Freiberg vive e lavora a Roma, nello studio37 a Trastevere. Il suo focus artistico si rivolge al palcoscenico dell’agire sociale nello spazio pubblico della Capitale, agli spazi liminali, alle tracce e ai resti urbani. “A Roma tutti i tempi sono simultanei. La metropoli è un palcoscenico del mondo. Un mondo di transizione. Sono particolarmente affascinata dalle zone periferiche e dai luoghi perduti, dove le pietre diventano più leggere, la città si dissolve e diventa nomade.” Andrea Freiberg

Secondo la teoria dello spazio di Gilles Deleuze e Felix Guattari, gli spazi nomadi come prova fisica della ricerca di libertà da parte del nostro corpo riflettono da una distanza critica le strutture degli "spazi striati”, ovvero quegli spazi ordinati da un modello di segmentazione rigida dello spazio in base a punti fissi. Lo "spazio liscio" nomade è al contrario ambiguo, mobile, variabile e apertamente negoziabile. L'urbanizzato standardizzato è rappresentato negli spostamenti degli spazi statici, sedentari e dei luoghi nomadi.

NON LUOGO secondo la definizione di Marc Augé designa un luogo di passaggio, traffico e consumo – non un luogo di comunicazione delle comunità sociali e della loro cultura. LUOGO PERDUTO, NON LUOGO adatto solo al traffico di passaggio? Ovunque le persone si riuniscano sorge uno spazio sociale in relazione alle strutture di potere sovraordinate. La nostra realtà si riflette nelle contraddizioni e nelle disuguaglianze sociali tra abbondanza materiale, turismo planetario, crisi climatica, guerra, sfollamento e miseria esistenziale.

Viaggiando tra la realtà improvvisata e quella regolata della vita, l'artista si avvicina ai luoghi nomadi, alle aree abbandonate, agli accampamenti temporanei e alle discariche. Oggetti ritrovati, fotografie e incontri costituiscono il contesto nella traduzione della realtà vissuta in una realtà fittizia-metafisica. La ricerca del significato inizia nell'alienazione. Derealizzazioni surreali sorgono nella connessione dei contesti spaziali con gli oggetti ritrovati. In combinazione con la pittura rappresentativa e i “trofei della strada” come resti della nostra civiltà moderna, emergono scenografie poetiche e spazi di riflessione che offrono diverse possibilità di azione.

Andrea Freiberg interroga in modo sovversivo il luogo dell'arte come palcoscenico nomade e amplia le regole della pratica espositiva convenzionale nell'atmosfera abissale dell’ex garage riqualificato, che si trasforma così in uno scenario nomadico.

NON PLACE ON THE STAGE / Malerei & Installation

Die deutsche Künstlerin Andrea Freiberg lebt und arbeitet in Roma-Trastevere, studio37. Ihr künstlerischer Fokus richtet sich auf die gesellschaftliche Handlungsbühne des physischen öffentlichen Raumes in der römischen Metropole auf die Zwischenräume, Spuren und Grauzonen.

„In Rom sind alle Zeiten gleichzeitig. Die Großstadt ist die Bühne einer Welt im Übergang. Mich faszinieren besonders die Randbereiche und lost places, dort wo die Steine leichter werden, die Stadt ihre Macht verliert und nomadisch wird.“ Andrea Freiberg

Nomadische Räume als physisches Zeugnis einer Suche nach der Freiheit unseres Körpers spiegeln nach der Raumtheorie von Gilles Deleuze und Felix Guattari die Strukturen der 'gekerbten Räume', die durch ein starres auf Fixpunkten basierendes Segmentierungsmodell des Raumes geordnet sind, aus kritischer Distanz wieder. Der nomadische 'glatte Raum' hingegen ist mehrdeutig, beweglich, variabel und offen verhandelbar. In den Verschiebungen der statischen, sesshaften Räume und der nomadischer Orte repräsentiert sich das normierte Urbane.

NON PLACE nach Marc Augé definiert als Ort des Durchgangs, des Verkehrs und Konsums – kein Ort der Kommunikation sozialer Gemeinschaften und ihrer Kultur. LOST PLACE ohne Heimat, NON PLACE nur für Durchgangsverkehr? Dort wo Menschen zusammenkommen, entsteht sozialer Raum in Relation zu den übergeordneten Machtverhältnissen. Unsere Wirklichkeit zeigt sich in gesellschaftlichen Widersprüchen und sozialen Ungleichheiten zwischen materieller Überfülle und sozialer Sicherheit, Weltraumtourismus, Klimawandel, Krieg, Vertreibung und existenzieller Not.

Im Unterwegssein zwischen den improvisierten und den geregelten Lebenswirklichkeiten nähert sich die Künstlerin den nomadischen Orten, den temporären Lagern, Müllhalden und Brachen an. Fundstücke, Fotografien und Begegnungen bilden den Kontext in der Übersetzung gelebter Wirklichkeit in eine fiktional-metaphysische Realität. In der Entfremdung beginnt die Sinnsuche. Surreale Derealisierungen entstehen in der Verbindung räumlicher Kontexte mit den Fundstücken. In Kombination mit der gegenständlichen Malerei und den Trophäen der Straße als Überbleibsel unserer modernen Zivilisation, entstehen poetische Bühnenbilder und erweiterte Denkräume mit Handlungsoptionen.

Den Ort der Kunst als nomadische Bühne hinterfragt Andrea Freiberg subversiv und erweitert die Regeln konventioneller Ausstellungspraxis in der abgründigen Atmosphäre der ehemaligen Tiefgarage. Der Raum verwandelt sich in ein nomadisches Szenario.

Kuratoren: Adriano Napoleoni & Christian Oxenius